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Stefano De Martino all'attacco di Selvaggia Lucarelli (e di chi lo chiama mantenuto)

stefano de martino signorini selvaggia lucarelli 1

Stefano De Martino non ci sta. E decide di farlo sapere a tutti. Chi lo ha chiamato mantenuto, chi ha insinuato che quel costoso albergo di Milano, il Bulgari, dove è stato beccato da Chi, lo ha pagato Belen, chi ancora pochi giorni fa in un’intervista insisteva sui presunti, ed eccessivi, benefit che il marito della Rodriguez riceve, sappia che Stefano ne ha le palle piene. Per i 20 anni di Chi Signorini aveva rilasciato un’intervista a Selvaggia Lucarelli con un passaggio proprio sulla vita da principe consorte di De Martino:

La copertina che ti ha fatto litigare con una star?
«Ora per esempio ho fatto arrabbiare Belen per la copertina sulla rottura tra lei e Stefano. Mi ha chiamato arrabbiata, mi ha spiegato che lei e Stefano avevano voglia di mancarsi perché tra figlio e matrimonio hanno saltato la fase del fidanzamento. Che poi io dico, per mancarti vai al Bulgari?».
Ecco appunto. Tutti si domandano come faccia Stefano De Martino a pagarsi il Bulgari…
«E glielo pagherà lei! Del resto pare che tra i motivi di contrasto tra lui e la madre di Belen ci siano i numerosi benefit a favore di Stefano…».

Lui risponde così su Facebook:

Non ho mai ceduto alla tentazione di scrivere per rispondere alle mille provocazioni che ho ricevuto in questi anni ma stavolta è diverso. non lo faccio per smentire o rettificare una notizia ma è semplicemente per un mio sfogo personale, rischiando di dare adito, importanza a persone o cose che non lo meritano. Ma incassare ogni volta, per non dare soddisfazione al pettegolo di turno, rischia di farmi implodere ed io nella vita ho sempre scelto di esplodere, senza pensare alle conseguenze e fino ad ora non me ne sono mai pentito, per alcuni può essere incoscienza per me è semplicemente onestà. Mi riferisco alle ultime dichiarazioni rilasciate sul mio conto (ahimè le ultime di una lunga serie) da giornalisti che scrivono per varie testate come Panorama, ma anche alla solita Selvaggia Lucarelli ed il direttore di Chi Alfonso Signorini.
Mi affibbiano il ruolo di principe consorte, di mantenuto, del ballerino sprovveduto che non sa bene come mai si sia ritrovato nel paese dei balocchi, bene cari miei sappiate che fin qui ci sono arrivato con i miei piedi e con il cuore che ho messo in tutto quello che ho fatto, a partire dal mio primo lavoro all’età di 14 anni, ho sempre faticato per la mia realizzazione personale senza chiedere nulla a nessuno, tenendo ben a mente i codici che fanno parte della mia educazione, quei codici che insultate ogni qual volta vi fermate alle apparenze giudicandomi come un poveraccio.Forse siete schiavi di un atteggiamento classista, come se un ragazzo partito dal nulla come me non possa meritarsi e permettersi una vita migliore, o forse perché vi piace il pettegolezzo facile, ricadere nei soliti cliché, e non guardare più in là della punta della vostra penna.
Faccio riferimento a tutte le volte in cui avete insinuato il fatto che non possa pagare le mie vacanze, una stanza d’albergo o per sino mantenere la mia famiglia.Beh sappiate che queste cose ad un uomo, degno di essere chiamato tale, feriscono nell’orgoglio specie se si fa il mazzo dal primo giorno in cui è venuto al mondo..perché cari miei non sono nato con la camicia ma ho dovuto lavorare e comprarla con i miei soldi, quella camicia che oggi abbino ad abiti su misura e scarpe stringate ed anche se non sono più le mie vecchie Nike che ripulivo ogni giorno con lo spazzolino i piedi dentro son sempre gli stessi quelli che mi hanno portato fin qui e quelli con i quali oggi pesto le vostre insulse parole superficiali ed insensate.

Mentre Belen preferisce, forse un po’ troppo alla Ponzio Pilato, dare il silenzio come spiegazione:

La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto. #nnaggiungoaltro

Posted by Belen Rodriguez on Mercoledì 25 marzo 2015

Considerato che la Lucarelli ieri è stata crocifissa anche da Cruciani, oggi probabilmente avrà un gran da fare.