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"Devi soffrire tr…": Veronica Panarello sbattuta in prima pagina

VERONICA PANARELLO LORIS STIVAL davide stival

Ieri sera, la svolta nel caso dell’omicidio di Loris Stival: sua madre, Veronica Panarello, è stata fermata con l’accusa di omicidio e interrogata per otto ore nella Procura di Ragusa. La donna non ha confessato l’omicidio, ma le numerose incongruenze tra la sua versione e le immagini mostrate dalle telecamere forse parlano da sole. Se vuoi approfondire la questione, ne abbiamo parlato qui e qui. Perché adesso preferiamo soffermarci su altri elementi purtroppo ricorrenti in ogni caso di cronaca che fa scalpore, e in un certo senso quasi più macabri dei fatti stessi: sì, ci riferiamo proprio ai commenti contro gli assassini o presunti tali che girano sui social network.
VERONICA PANARELLO LORIS STIVAL
 
VERONICA PANARELLO: LA RABBIA SUI SOCIAL – Vi abbiamo già raccontato della pagina Facebook dal nome che è tutto un programma “Datelo A NOI IL PORCO CHE HA Ucciso IL Piccolo Andrea Loris Stival”. Incapaci di gestire correttamente la rabbia e lo stupore per un omicidio che indubbiamente lascia con l’amaro in bocca, molti utenti di Facebook si riuniscono qui per dar sfogo alla propria voglia di farsi giustizia da soli. Ora, con questa svolta nelle indagini, hanno cambiato obiettivo: nel mirino di questa e altre pagine Facebook su Loris Stival c’è sua madre, Veronica Panarello.
VERONICA PANARELLO LORIS STIVAL
 
VERONICA PANARELLO: “NON MERITA DI ESSERE PROCESSATA” – Infarciti da numerosi errori grammaticali, arrivano i soliti commenti deliranti dei vari leoni da tastiera. Alcuni invocano la pena di morte, altri si limitano ad insultarla, molti si chiedono come può una madre uccidere la propria creatura, i più insultano e basta. “Se sei innocente perché ti copri la faccia?” “Rinchiudetela in cella” “Non dovrà avere pace finché campa….ma com’è si fa??? Povera creatura r.i.p.” Sono alcuni degli esempi. Qualcuno, probabilmente dopo essersi lamentato della giustizia italiana che non funziona, aggiunge: “Se e stata lei non merita nemmeno di essere processata”. Altri, come lui, le augurano il suicidio:

Dio non deve perdonare queste persone, non esiste perdono per chi uccide…spero solo che tu ti possa togliere la vita, pensando agli occhi del tuo bambino che ti guardavano mentre lo uccidevi lentamente… Devi provare lo stesso dolore schifosa! Dio non dovrebbe mandare bambini a queste donne, invece di ammazzare questo piccolo angioletto prendevi una corda e ti impiccavi. Non ti mancava nulla, avevi una bella famiglia, hai rovinato la vita di un altro bambino che ancora non sa nulla, e di un uomo che spero che ti abbandoni e non ti perdoni mai per aver ucciso in quel modo il suo bambino!

Questo invece crede di essere un criminologo, capace di analizzare le reazioni e giudicarle tipiche dei colpevoli:

il fatto stesso che abbia saputo fingere un dolore …che bastarda che sei…altro che mente malata…non iniziamo con ste stronzate che poi dicono che non era capace di intendere e volere! spero venga fuori il lurido motivo che ti ha spinto a fare quello hai fatto, cosi capiranno che probabilmente sei una troia non una pazza. Bastardaaaaa dal primo filmato si era capito..straziata dal dolore e un occhio se ti riprendevano cosi per fingere meglio. …….schifosa crepa.

Anche questo aveva capito tutto subito:

Ma quanto fai schifo! Sei un essere ripudiante io quando l’anno ripresa per la prima volta , subito lo capito,era tutta addolorata la povera troia guardava le telecamere per fingere meglio solo dalla faccia si vede che sei una maledetta puttana ora in galera devi diventare fradica,,devi morire ma non subito poco à poco lentamente non eri degna di avere dei figli . Fategli tutte le spregevolezze di questo mondo deve soffrire troia .mettete la pena di morte per sti esseri striscianti , ora il suo avvocato dirà che non era ingrado dintendere é di volere pero per trombare era lucidissama , chetu sia maledetta noneriti pieta.

Leggi tutti i commenti su Veronica Panarello, accusata dell’omicidio di Loris Stival:


VERONICA PANARELLO: LA GIUSTIZIA FAI DA TE – Capiamo che, di fronte ad un caso come quello di Loris Stival, si resti talmente sbalorditi da sentirsi giustificare ad alzare i toni. Il problema è che una pagina di Facebook non è casa vostra, ma un luogo pubblico in cui qualsiasi commento di questo tipo, anche se scritto da una persona innocua e bisognosa solo di sfogarsi, magari scadendo nell’insulto perché incapace di trovare le parole giuste, potrebbe incitare qualche esaltato a farsi giustizia da solo. Pensateci.

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