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Veronica Panarello e i tre sospettati per la morte di Loris

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Il Corriere di Ragusa riporta quella che, se fosse confermata, potrebbe essere la notizia che imprime una svolta al caso dell’omicidio di Loris Stival, per il quale ora l’unica indagata è Veronica Panarello:

i sospetti degli inquirenti sul complice di Veronica Panarello si concentrano su tre persone, la cui identità resta top secret. Si tratterebbe comunque di tre soggetti tutti di sesso maschile e orbitanti attorno alla cerchia di conoscenti della famiglia Stival. Le tre persone pare siano da tempo nel mirino degli inquirenti che in queste settimane avrebbero raccolto indizi per vagliare le singole posizioni. Uno o addirittura due di loro potrebbero avere a che fare con l’omicidio del bambino di otto anni, secondo la procura strangolato il 29 novembre dalla madre Veronica Panarello con una fascetta di plastica stringi cavo. Per l’accusa una o due tra queste persone sospettate sarebbero entrate in scena in un secondo tempo, per aiutare la donna a disfarsi del corpo del bambino.

Secondo il quotidiano tra i sospettati:

non vi sarebbe il «cacciatore» Orazio Fidone, che resta comunque indagato per il possesso delle cartucce trovate in casa sua. L’uomo, che per primo trovò il corpo di Loris, oltre all’alibi che ha sempre esibito, ovvero quello di trovarsi al mercatino di Vittoria quel fatidico sabato durante il lasso di tempo dell’omicidio, è stato scagionato dagli esiti dei controlli sui suoi telefonini e sul gps del fuoristrada «Suzuki Vitara» bianco, tutt’ora sotto sequestro ma che non avrebbero fornito elementi utili alle indagini. La posizione di Fidone, quindi, sempre ritenuta marginale nella vicenda, si alleggerirebbe ulteriormente.

Infine gli inquirenti avrebbero dato una spiegazione al mistero dello zainetto di Loris, scomparso e mai ritrovato:

La donna, secondo la ricostruzione, si sarebbe ricordata dello zainetto del figlio lasciato a casa e sarebbe di corsa tornata a riprenderlo per liberarsene prima di recarsi al corso di cucina al castello di Donnafugata. Veronica ha sempre sostenuto d’essere tornata a casa per prendere un’agendina di cucina che aveva dimenticato e che le sarebbe tornata utile per il corso e che in effetti è stata poi trovata nella sua borsetta. Ma per gli inquirenti la donna prese invece lo zainetto per gettarlo in uno dei cassonetti ricadenti nel comune di Ragusa e mai controllati né sequestrati, come invece accadde con quelli del comune di Santa Croce. E’ quindi probabile che lo zainetto sia finito nella discarica di Cava dei Modicani, dove vengono conferiti i rifiuti di Ragusa.