Apertura

Veronica Panarello e la lettera al marito: "Sono innocente"

VERONICA PANARELLO LORYS STIVAL (12)

Veronica Panarello, attualmente in carcere accusata dell’omicidio del figlio Loris Stival, ha scritto una lettera al marito che aveva sostenuto più volte che chiunque fosse stato avrebbe dovuto pagare, Veronica compresa. La donna sostiene invece di essere innocente, ribadendolo più volte. Nel frattempo la sua vicina di casa, Claudia Giavatto, è stata intervistata dal settimanale Oggi.
VERONICA PANARELLO LORIS STIVAL
 
VERONICA PANARELLO: PARLA LA VICINA DI CASA – Intanto Claudia Giavatto, vicina di casa e amica di Veronica, racconta altri punti oscuri a proposito del delitto. In particolare riferisce che la sera prima Veronica non l’abbia fatta entrare a casa sua: aveva bisogno di un po’ di latte, ma nonostante Claudia frequentasse spesso casa sua ha preferito andare lei stessa a prenderlo, portandosi dietro però solo il figlio più piccolo. Dov’era Loris? La donna racconta ancora che Veronica Panarello era sì una madre amorevole, ma con tante piccole stranezze. Spesso raccontava bugie ed eventi inspiegabili, e manifestava ossessivamente la paura che qualcuno fosse entrato a casa sua, tanto da cambiare la serratura. Quasi tutti i giorni metteva a confronto una foto di lei da bambina con una di Loris, sostenendo che fossero uguali. Anche di fronte a persone che l’avevano vista fare quel gesto solo il giorno prima. Nonostante questo, Claudia però conclude dicendo che Loris era tutta la sua vita, e “Se l’ha ucciso lei, ha ucciso anche se stessa”.

VERONICA PANARELLO LETTERA
Foto da Oggi

VERONICA PANARELLO: LA LETTERA AL MARITO – Veronica Panarello scrive al marito Davide Stival, parlando di quanto sia addolorata per la perdita del figlioletto Loris, di cui dichiara di non essere assolutamente responsabile. Come prova della propria innocenza rammenta di come abbia sempre amato e accudito i propri figli e quanto la sua carcerazione sia un enorme sofferenza, poiché è costretta a stare lontana anche dal figlio più piccolo. Ecco parte della lettera, riportata da TGcom24:

Caro Davide, sono amareggiata profondamente dal comportamento che hai avuto nei miei confronti. Come puoi credere che io abbia potuto uccidere nostro figlio? Tu sai che mamma sono stata io e quale affetto abbia avuto per i nostri bambini. È un’atroce sofferenza la morte di Loris, così come atroce sofferenza è la mia carcerazione. Mi sento sola e abbandonata da tutti. Oggi è il compleanno del nostro figlio più piccolo ed anche a lui va il mio pensiero. Sono innocente, assolutamente innocente. Ti prego di credermi. Io so che tu nel tuo cuore mi consideri innocente.

veronica panarello loris stival
 
VERONICA PANARELLO: PERCHÈ STAVA NAVIGANDO SU INTERNET? – Intanto, dalle indagini è emerso un misterioso traffico sul secondo cellulare della donna: nei momenti in cui Loris è stato ucciso Veronica Panarello ha consumato una grande quantità di traffico internet, di quasi 45 minuti, tanto da far pensare che stesse usando applicazioni diverse da Whatsapp.
VERONICA PANARELLO: QUALCUNO LE HA DATO UNA MANO? – Proprio a causa di questa continua connessione a internet si sospetta che qualcun altro sia stato complice in questo delitto, tenendosi in contatto con lei. Inoltre, il cacciatore Orazio Vidone riferisce di impronte ed erba calpestata vicino al Mulino Vecchio, impronte diverse da quelle di Veronica, forse maschili.

Leggi anche questo! Veronica Panarello e il traffico misterioso sul cellulare