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Ricordati che devi morire (per salvare la Terra)

VHEMT

Genere umano? Basta, grazie. Questa, in sintesi, la filosofia del VHEMT, il Movimento per l’estinzione volontaria dell’umanità, paladino dell’antinatalismo. Basta col procreare alla cieca, vittime di condizionamenti sociali e richiami all’ordine biologici: il mondo senza di noi sarebbe un posto molto migliore, togliamoci di torno prima di infliggere  ulteriori ferite a Gaia, la madre che apre le braccia a tutti gli inquilini del pianeta (e nel caso dell’umanità, mal gliene incolse).

VHEMT
Vuoi estinguerti volontariamente?

 
WHEMT: COS’È? – Il VHEMT (lanciato negli anni novanta da un reduce dal Vietnam che prese parte alla prima Giornata della Terra) predica l’inutilità di noi umani, visti alla stregua di pidocchi che infestano il pianeta mettendone a repentaglio l’esistenza stessa,  e considera la sospensione volontaria delle nascite (quella imposta dai governi sarebbe solo un gesto dittatoriale) l’unica alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali.”Ogniqualvolta uno di noi decide di non aggiungere un altro individuo alla rigurgitante umanità accampata abusivamente su questo pianeta devastato, un piccolo raggio di speranza illumina la sua desolazione – proclama il movimento. – Quando ciascun essere umano sceglierà di non riprodursi la biosfera del pianeta potrà tornare al suo antico splendore, e le creature rimaste saranno libere di vivere, morire, evolversi, persino di scomparire, come è accaduto a molti ‘esperimenti’ della natura nel corso delle ere geologiche”.

L’uomo è responsabile della più massiccia modificazione  dello stato di salute del pianeta che si sia mai registrata sulla Terra, in quanto principale agente di modifica del suo equilibrio naturale. Gli effetti nefasti delle attività umane sul paesaggio, gli oceani, gli ecosistemi sono noti a tutti. Da quando “ci appartiene” (come continuano a sostenere buona parte delle religioni istituzionali e dei sistemi etico-politici più in auge) la Terra è diventata un posto molto peggiore: basti pensare all’inquinamento tossico delle città, alla contaminazione delle acque, allo strapotere della chimica in agricoltura. Futuri archeologi alieni troveranno il segno del nostro passaggio in uno strato geologico poco gradevole da osservare, e non si faranno una buona opinione di noi. Come dire che la cicogna equivale a un’arma di distruzione.
LA NOSTRA ERA È L’ANTROPOCENE – Il genere umano è comunque destinato a una fine ingloriosa: se non ci riuscirà l’asteroide a spazzarci  via, saremo noi stessi a porre fine all’Antropocene, l’era geologica segnata dalla nostra permanenza sulla terra, con l’esaurimento dissennato delle risorse naturali, la ricerca implacabile di nuovi strumenti di annientamento di altri esseri umani, l’avvelenamento della stessa aria che respiriamo. Convincere sette miliardi di persone a smettere di riprodursi, però, appare decisamente arduo. Eppure uscire di scena quando il sipario sta per calare, come fanno i grandi artisti, sarebbe un gesto di grande nobiltà, perfino, è il caso di dire, di autentica umanità: la vittoria del raziocinio e del libero arbitrio – la faticosa caratteristica spiccatamente umana che ci è toccata in sorte – sulla dittatura del DNA potrebbe diventare il nostro splendido canto del cigno. Senza contare che una elegante uscita di scena potrebbe lascerebbe spazio all’evoluzione di nuove specie, magari in grado di fare meglio di noi (scimpanzé meno bellicosi di quelli del Pianeta delle scimmie, delfini senzienti in grado di comporre musica e scrivere poesie, o chissà, fiori pensanti). L’epitaffio dell’Homo sapiens, insomma, potrebbe essere: noi abbiamo avuto la nostra possibilità, adesso fate voi.