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“Vi racconto come funziona morire in questo momento con il coronavirus”

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Gabriele Corsi spiega lo strazio della morte per coronavirus: “Funziona che devi dire a tua madre e tuo padre in lacrime che “no, non potete venire a salutarlo per l’ultima volta”.

“Vi racconto come funziona morire in questo momento con il coronavirus”

 

Ecco il suo post

Vi racconto come funziona morire in questo momento.

In tanti già lo sanno. In tanti l’hanno capito. In tanti, troppi, lo stanno vivendo sulla loro pelle.

Funziona che non puoi salutare la persona che è stata con te, in molti casi, tutta la sua e tutta la tua vita.
La stessa che, per te, c’è sempre stata. Quella persona che ti lavava quando eri sporco, ti accudiva se eri malato, quella persona che c’era sempre e comunque.

Funziona che si entra uno per volta nella camera ardente. Gli unici ammessi: i parenti di primo grado.

Funziona che devi dire a tua madre e tuo padre in lacrime che “no, non potete venire a salutarlo per l’ultima volta”. Che sì, puoi mostrare una loro foto alla bara e dire che gli avete voluto bene.

Funziona che non puoi dare un’ultima carezza a chi ti ha affidato la cosa più preziosa che aveva. La stessa persona che ha accompagnato all’altare la figlia perché diventasse tua moglie.

Leggi anche: “Ciao papà, te ne sei andato solo in isolamento per il coronavirus”

Funziona che i nipoti non possono dare un ultimo abbraccio al nonno.

Funziona che affrontare un lutto è sempre penoso e doloroso, ma farlo da soli fa davvero schifo.
Funziona che, solo adesso, ti rendi conto quanto ti manchino gli abbracci. Di tutti.

Funziona che i tuoi fratelli, gli amici, i parenti: impotenti, chiusi nelle loro case che si consumano di dolore perché non possono starti accanto.

Funziona che segui il carro funebre con la tua macchina.
Funziona che, al cimitero, stai a distanza di un metro, massimo in quattro, ad aspettare che venga sepolto.

Funziona che niente abbracci, niente baci, non state vicini.

Non state vicini.
Non state vicini.
Non state vicini.

In un momento come questo: non state vicini.

Se lo sapevate che funzionava così mi spiace avervi rubato del tempo.
Ma se non lo sapevate, adesso lo sapete che funziona così

 

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Vi racconto come funziona morire in questo momento. In tanti già lo sanno. In tanti l’hanno capito. In tanti, troppi, lo stanno vivendo sulla loro pelle. Funziona che non puoi salutare la persona che è stata con te, in molti casi, tutta la sua e tutta la tua vita. La stessa che, per te, c’è sempre stata. Quella persona che ti lavava quando eri sporco, ti accudiva se eri malato, quella persona che c’era sempre e comunque. Funziona che si entra uno per volta nella camera ardente. Gli unici ammessi: i parenti di primo grado. Funziona che devi dire a tua madre e tuo padre in lacrime che “no, non potete venire a salutarlo per l’ultima volta”. Che sì, puoi mostrare una loro foto alla bara e dire che gli avete voluto bene. Funziona che non puoi dare un’ultima carezza a chi ti ha affidato la cosa più preziosa che aveva. La stessa persona che ha accompagnato all’altare la figlia perché diventasse tua moglie. Funziona che i nipoti non possono dare un ultimo abbraccio al nonno. Funziona che affrontare un lutto è sempre penoso e doloroso, ma farlo da soli fa davvero schifo. Funziona che, solo adesso, ti rendi conto quanto ti manchino gli abbracci. Di tutti. Funziona che i tuoi fratelli, gli amici, i parenti: impotenti, chiusi nelle loro case che si consumano di dolore perché non possono starti accanto. Funziona che segui il carro funebre con la tua macchina. Funziona che, al cimitero, stai a distanza di un metro, massimo in quattro, ad aspettare che venga sepolto. Funziona che niente abbracci, niente baci, non state vicini. Non state vicini. Non state vicini. Non state vicini. In un momento come questo: non state vicini. Se lo sapevate che funzionava così mi spiace avervi rubato del tempo. Ma se non lo sapevate, adesso lo sapete che funziona così

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