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"Vincenzo mi ha detto che gli hanno abbassato i pantaloni"

VINCENZO

Il caso del povero Vincenzo, il ragazzino napoletano seviziato con la pompa dell’autolavaggio, ha letteralmente scosso l’Italia. A generare ulteriore clamore, poi, le giustificazioni da parte dei partenti dell’aggressore, che sostengono si sia trattato solamente di uno scherzo. Ieri, a Chi l’ha Visto, sono emersi nuovi particolari e, soprattutto, ci si chiede se si sia trattato o no di violenza sessuale. Cosa è successo?

VINCENZO
La madre di Vincenzo

I PARENTI DI VINCENZO – Il servizio si apre con le interviste ai parenti del povero quattordicenne, al momento ancora in ospedale. Lo zio, incredulo, si chiede con che coraggio si possa pensare allo scherzo, ad un gioco tra ragazzi finito male. La madre del bambino, ancora più dura, sostiene che l’aggressore, che si chiama Vincenzo anche lui, debba marcire in carcere. Racconta di come suo figlio si sia svegliato e, alla vista del sacchetto per la raccolta di feci, abbia chiesto a cosa servisse; lei non ha avuto il coraggio di dire la verità e ha rassicurato il ragazzino, sostenendo si trattasse solo di un rimedio temporaneo. L’aggressore, 24 anni e padre di una bambina di due anni, e al momento è in carcere con l’accusa di tentato omicidio e violenza sessuale. Gli altri due, 25 e 30 anni, sono stati denunciati a piede libero, e pare che uno dei due abbia ripreso anche parte della scena col telefonino. Telefonino che si rivelerà una prova chiave dal momento in cui le versioni delle due parti non combaciano: c’è stata o no violenza?
 
VINCENZO
La compagna e la zia di Iacolare

“CHIEDIAMO SCUSA A VINCENZO E ALLA FAMIGLIA, MA NON C’È STATA VIOLENZA” – Viene dato spazio ai parenti di Iacolare, l’aggressore, che probabilmente sotto consiglio dell’avvocato cambiano rotta. Dopo aver minimizzato i fatti ora la sua compagna e la zia chiedono scusa, augurando una pronta guarigione al bambino e implorando ripetutamente perdono alla famiglia. La zia però sostiene che sui fatti accaduti debba essere fatta chiarezza. “Ha fatto una cazzata”, sostiene, e quindi per la cazzata dovrà pagare, ma non c’è stata alcuna violenza sessuale. Anzi, sostiene che Iacolare, dopo essersi accorto che la situazione sia degenerata, abbia accompagnato il bambino al pronto soccorso insieme ad un altro aggressore, che dalle ricostruzioni sembrerebbe essere il primo ad aver sparato il getto d’aria compressa sul viso di Vincenzo. Questa versione dei fatti si scontra però col racconto del ragazzino, riportato dalla madre e ascoltato a suo tempo dai carabinieri. Cosa è accaduto veramente?
 IL RACCONTO DI VINCENZO: GLI HANNO TIRATO GIÚ I PANTALONI – A giudicare dai racconti del signor Bianco, l’infermiere che ha prestato il primo soccorso a Vincenzo e che accetta di farsi intervistare accompagnato della madre del bambino, i fatti sono andati diversamente. Ad accompagnare il ragazzino al pronto soccorso erano in due, è vero, ma all’arrivo della madre della vittima Iacolare è fuggito. A questo punto, la mamma riporta il racconto di Vincenzo: il piccolo sostiene che non solo gli sono stati tirati già i pantaloni, ma addirittura è stato tenuto fermo dal suo aggressore. E questa versione dei fatti è stata anche quella raccontata ai carabinieri. Cosa è successo davvero nell’autolavaggio

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