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La ragazzina studentessa di giorno e schiava di una setta satanica di notte

SETTA SATANICA

Questa è la storia di Annabelle Forest, Kidwelly, vittima di una setta satanica da quando aveva undici anni per mezzo della stessa madre. Ormai adulta e madre, la donna si sfoga con Mirror, descrivendo gli innumerevoli abusi subiti. Ecco tutta la agghiacciante storia.
VITTIMA DI UNA SETTA SATANICA: ABUSATA A UNDICI ANNI – Annabelle aveva solamente undici anni quando sua madre, Jacqueline Marling, ha permesso al leader del culto Colin Batley di abusare sessualmente di lei. Solo tre anni dopo la ragazzina venne ufficialmente iniziata nella setta, costretta a relazioni con altri membri e a pratiche sessuali di gruppo in cui erano sempre presenti Batley e la madre. A diciott’anni, dopo aver dato alla luce una bambina figlia delle numerose violenze da parte del leader, venne anche indirizzata alla prostituzione: schiava del sesso di notte, di giorno sembrava un’insospettabile studentessa inglese. Ovviamente, tutti i proventi erano destinati alla “Chiesa”. Al momento della fuga e della denuncia era stata con 1800 uomini. Fu proprio l’amore verso la bambina a spingerla a scappare, nonostante le numerose violenze psicologiche.

SETTA SATANICA
Il libro di Annabelle

VITTIMA DI UNA SETTA SATANICA: LE MINACCE – Sotto il giogo di uomini molto più grandi di lei e plagiata dalla sua stessa madre, Annabelle Forest credeva di non avere scampo. Ogni minimo tentativo di ribellione veniva soffocato da minacce: se si fosse sottratta agli abusi sarebbe finita nell’Abyss, il nome che la setta aveva scelto per una propria versione dell’inferno. Come cessare di credere un culto imposto fin dall’infanzia con metodi brutali da coloro che dovrebbero proteggerti? Eppure, Annabelle c’è riuscita: nel 2011 la sua testimonianza fu proprio la chiave per la condanna di Batley, sua madre e altri membri influenti della setta. Ormai adulta e madre, cerca di lasciarsi tutto alle spalle, ma non riuscirà mai a perdonare i propri aguzzini.
VITTIMA DI UNA SETTA SATANICA: VENIRNE FUORI – Adesso Anabelle ha scritto un libro, The Devil on the Doorstep, in cui racconta la propria storia. La donna non vuole solo aiutare le vittime di simili sette a venirne fuori: il suo desiderio è sensibilizzare tutta l’opinione pubblica su un tema che, a seconda dei casi, viene affrontato con eccessivo allarmismo o con superficialità. Dalle testimonianze è emerso infatti che i vicini avevano notato attività insolite, eppure non hanno parlato finché interrogati. Bambini come Annabelle potrebbero essere ogni giorno sotto i vostri occhi: non lasciate che i loro carnefici restino impuniti.