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Vuoi un figlio? Meglio farlo nascere in primavera

primavera

Altro che oroscopo: carattere, comportamento e soprattutto il rischio di soffrire di sbalzi d’umore patologici dipendono dalla stagione in cui sei nato. Secondo uno studio presentato all’European College of Neuropsychopharmacology (ECNP) di Berlino, analisi biochimiche dimostrano che la stagione in cui si viene al mondo interferisce con determinati neurotrasmettitori di monoammine – come dopamina e serotonina –  a un livello rilevabile anche nella vita adulta, il che fa ritenere che nascere d’estate o d’inverno non sia privo di conseguenze per il proprio destino futuro.
I FIGLI QUATTRO STAGIONI – “La nostra ricerca ha preso in considerazione oltre 400 soggetti, mettendo a confronto la stagione di nascita con i tipi di personalità – ha spiegato la dottoressa Xenia Gonda, coordinatrice dell’equipe di ricerca. – A quanto pare, il periodo in cui si nasce aumenta o diminuisce le possibilità di sviluppare determinati disturbi dell’umore. Non siamo ancora in grado di spiegare i meccanismi che entrano in gioco: quello che stiamo cercando di capire è se esistano marcatori genetici collegati alla stagione di nascita e ai disturbi dell’umore”.
MEGLIO NASCERE IN PRIMAVERA – In sostanza, chi nasce d’estate sarebbe maggiormente predisposto a soffrire di disturbo bipolare, caratterizzato da un alternarsi di depressione ed euforia, rispetto a chi nasce d’inverno (incline semmai alla depressione). Chi nasce in primavera avrebbe invece un temperamento ipertimico, ovvero estroverso, intraprendente, con spiccate doti di leader, ma tendenzialmente irritabile (per la cronaca, Adolf Hitler era nato il 20 aprile); i nati d’autunno, dal canto loro, sembrerebbero quelli più equilibrati e meno inclini a deprimersi, ma sarebbero anche i meno brillanti.
IL CICLO DELLE STAGIONI – Il ciclo delle stagioni si ripercuote in modo evidente sul nostro umore e sul nostro comportamento; nascere in una determinata stagione può influire sullo stato di salute fisico, e nulla vieta che abbia un’influenza anche sullo stato mentale.  “Il temperamento non attiene a un disturbo mentale, ma rappresenta una tendenza comportamentale ed emotive di origine biologica”, precisa la dottoressa Gonda. Speriamo che a nessuno venga in mente di predisporre una “ingegneria genetica” stile 1984 di Orwell  basata sulla selezione delle nascite secondo la stagione, per allevare una futura stirpe di buontemponi intraprendenti.