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Yara Gambirasio e la sorpresa sul DNA di Massimo Bossetti

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Ruota intorno al Dna la strategia con la quale la difesa di Massimo Bossetti chiederà la scarcerazione del carpentiere 44enne, in carcere da sette mesi con l’accusa di avere ucciso Yara Gambirasio.
YARA GAMBIRASIO E IL DNA DI MASSIMO BOSSETTI – Stando alla relazione di Carlo Previderè, il consulente al quale la Procura di Bergamo ha affidato le analisi dei peli e dei capelli sul corpo della vittima, il Dna mitocondriale di “Ignoto 1” non corrisponderebbe a quello di Bossetti. La questione è molto tecnica: si è sempre parlato dellatraccia mista — Dna della vittima e di “Ignoto1” — trovata sugli slip di Yara come la “provaregina” contro Bossetti. Ora la relazionedel consulente nominato dal pm Letizia Ruggeri,mostra l’analisi del Dna mitocondriale(contenuto all’interno del Dna cellulare, unicoper ciascun individuo). Da una tabella sievincerebbe come il Dna mitocondriale diBossetti, estratto dal campione 31G20 dellarelazione del Ris (la traccia trovata sugli slipdella vittima, ndr), non coincide con quello di“Ignoto 1”. Resta invece la coincidenza tra il dna cellulare di Bossetti e quello del killer dellaragazza.
LA DIFFERENZA TRA I DUE – Per il legale Claudio Salvagni è laprova che la “prova regina” non sta in piedi.«Basta arrampicarsi sugli specchi: non c’ènessuna prova regina e Massimo GiuseppeBossetti va scarcerato», dice l’avvocato. Per il genetista dei Gambirasio, Giorgio Portera, «bisogna capire se è un problema di difficoltà analitica . Ma il nucleare dice che Bossetti è Ignoto 1 e il nucleare è più informativo del mitocondriale».